L’Ue contro le olive taggiasche: “L’Italia deve cambiare il nome”

olivi_in_liguriaL’ultima perla dei parrucconi di Bruxelles verso chi è, immaginate… Naturalmente verso l’Italia. Sono ancora aperte le ferite della assurda imposizione sulla misura delle vongole, chiedere ai pescatori di Goro e dintorni. Il raccolto di questa ottima vendemmia, che nonostante le avversità climatiche degli ultimi giorni e il devastante terremoto, sembra portare anche questa annata a superare gli odiati-amati cugini francesi, potrebbe essere svuotata dall’insano proposito della comunità europea (UE) di liberalizzare le denominazioni di vini. Ciò potrebbe consentire di produrre ad esempio il Barolo a Gibilterra o il Sangiovese in Olanda con i bei risultati gustativi e di qualità che si possono ben immaginare. olive_taggiasche1
Siamo in procinto di dover accogliere intere navi cisterna di putrido e probabilmente insano olio (?) tunisino con grande gioia degli olivicoltori italiani.
Negli ultimi mesi hanno dovuto affrontare l’imposizione di Bruxelles che pretendeva l’estirpazione di decine di migliaia di piante di olio adducendo la motivazione di una malattia che si e’ poi scoperto aver colpito solo un ristrettissimo numero di alberi. L’ultima perversione nei confronti della non più celebrata ma dileggiata Enotria riguarda le Olive Taggiasche. Questa particolare varietà ha origine nella parte della Liguria che si trova tra Savona e Ventimiglia ed e’ particolare e assai pregiata, e trova in questo difficile territorio il suo habitat migliore.
oli-02La bella pensata degli incompetenti e quasi perversi pensatori (?) UE consentirebbe di produrre questa pregiata varieta’ nei paesi nei quali ci sono le condizioni adatte per farlo. Allora io credo che se non si vuole uscire dalla UE bisogna alzarsi in piedi e non restare supini e battersi con tutte le forze per non farci calpestare continuamente e veder scippare man mano i nostri unici prodotti. Sembra quasi che ci sia la volonta’ di incoraggiare contraffattori e truffatori. Ho davanti le immagini della ennesima forzata (dalla UE) distruzione di frutta e verdura. Tutto ciò deve cessare.
Governo se ci sei batti i pugni sui banchi delle commissioni di Bruxelles.
                                                                                              Umberto Faedi
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Giornalista, Editore, direttore dei periodici L'Albergo e Voyager-magazine, Presidente del Club dei Sapori.
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